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VINCENZO IMPOSIMATO

Se andassimo indietro nel tempo, alla ricerca delle origini di Imposimato come incisore di cammei, vedremmo un bambino muovere una matita su un foglio per esprimere se stesso, come tanti altri bambini.
Quella matita che di solito usava si è trasformata, con il passare degli anni e attraverso le opportunità della vita, in un bulino, e il foglio in una conchiglia.
Le sue forti relazioni con il passato fuoriescono dagli insegnamenti di suo nonno.
Il ricordo del suo laboratorio è ancora vivo nella sua mente, l’odore della pece, il rumore ritmico del bulino sui cammei in conchiglia, a volte di taglia grande, usati per orecchini e anelli, le sue grandi e ruvide mani, la sua gentilezza e la sua umiltà.
Questo è l’artista, Questa è la tradizione…
Lui ha in comune con molti incisori a Torre del Greco la fonte di ispirazione, che è fatta principalmente di immagini che risalgono alla mitologia greca, ai lavori dei grandi artisti del Rinascimento quali Botticelli, Michelangelo e Raffaello.






