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Curiosità e tradizioni di un paese dai mille colori, l’India

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Nello scorso mese il corallo ci ha portati fino in Giappone. Oggi, ad aprirsi davanti a noi sono le strade di un paese la cui caratteristica sono i tradizionali colori sgargianti e il forte profumo di spezie: l’India. Qui, il colore rosso (churu) rappresentativo di calore e luce, è presente non soltanto nell’amaro dello zafferano ma anche nella vivacità del corallo, tipicamente utilizzato insieme al turchese nei gioielli tradizionali come simbolo della perfetta fusione di fuoco e aria.

Viaggiare vi ha sempre affascinato e questo primo assaggio di India vi ha già fatto venire l’acquolina in bocca? Bene, allora fate attenzione a non perdere questo nostro treno. La rubrica “il corallo ti porta per le strade del mondo” targata Moni Lisa è di nuovo in partenza!

 

Il Corallo come fonte di calore e benessere in ogni passo della vita

 

Forse potrà sorprendervi sapere che, nella tradizione popolare indiana, ogni momento fondamentale della vita di un individuo è scandito da un movimento celeste. Ciascuno di essi è poi correlato a una serie di specifiche gemme, tra cui anche il corallo. Si dice infatti che quest’ultimo abbia il potere di intensificare gli influssi benefici dei pianeti, e in particolar modo di quelli provenienti da Marte.

Proprio per queste sue proprietà benefiche, nella tradizione popolare indiana il corallo accompagna fin dai primi istanti di vita l’uomo, fin da quando, cioè, i genitori si trovano di fronte alla sempre delicata scelta del nome dare al bambino. Questo avviene in particolar modo nel Sud dell’India, dove la nonna del neonato è solita donare al piccolo un filo di perle di corallo con attaccato un amuleto raffigurante la divinità Hanuman. Tale piccolo gioiello, infatti, avrebbe una funzione magica-protettiva e servirebbe ad aiutare a rimuovere gli ostacoli dalla vita del bambino, donandogli maggior energia fisica, coraggio e chiarezza mentale.

Similmente, in Bengala la tradizione prevede che si metta una piccola cordicella di corallo attorno alla vita del neonato, al fine di allontanare da lui il malocchio e tutte le energie negative.

 

Il corallo torna protagonista anche quando l’individuo è ormai cresciuto. La tradizione popolare indiana vuole infatti che alle giovani donne pronte a sposarsi vengano dati in dono due grani di corallo, per preservare la giovane dalla vedovanza e portare felicità alla coppia. Nella zona più centrale dell’India, tali piccoli chicchi di corallo vengono inseriti nel cosiddetto mangalsutram, una corda di perle nere che favorirebbe la prosperità.

 

Cultura-Indiana-Corallo

 

Mentre il nostro treno corre sulle rotaie e il paesaggio scorre davanti a noi, ci affacciamo per un secondo sul mondo della medicina tradizionale di questo paese pieno di fascino e vita. Secondo quanto ci racconta la tradizione, nella cultura indiana il corpo umano – come il cosmo – sarebbe composto da cinque elementi (terra, fuoco, aria, acqua ed etere) che combinandosi tra loro formano i tessuti cellulari e il gruppo dei tre umori (detto dasha). Tali umori agiscono sinergicamente per creare l’equilibrio e mantenere il soggetto sano. Quando questo equilibrio viene sconvolto, il corpo agirebbe da sé per riequilibrarlo. Tuttavia, se il disturbo è troppo forte esso necessita dell’intervento dell’Ayurveda, il quale per curare il paziente utilizza piante, minerali e pietre preziose.

Ancora una volta, il corallo si ripropone sul nostro tragitto seppur sotto una forma diversa. Nella tradizione popolare indiana, infatti, la sua polvere viene utilizzata per contrastare l’obesità, i difetti della pelle e i disturbi della circolazione.

Se poi tale polvere è mescolata all’acqua di rose e applicata sulla pancia delle donne incinta, avrebbe perfino il potere di prevenire il rischio d’aborto.

 

Ayurveda-Tradizione-Indiana

 

Abbiamo quindi scoperto come il corallo sia parte integrante della tradizione popolare indiana, accompagnando gli individui dall’infanzia all’età adulta. Che sia in gioielli tradizionali o in unguenti dai poteri curativi, esso appare infatti ancora una volta al centro di una cultura che ne riconosce le proprietà benefiche e il valore apotropaico. Una cultura che, pur essendo lontana geograficamente dalle altre, è connessa a loro grazie a questo filo conduttore chiamato Corallo.